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giovedì 10 maggio 2012

Law - Il lato oscuro della legge, il nuovo legal thriller di Star Comics

Dopo le storie noir di Nuvole Nere e le avventure horror di Legion 75, Star Comics propone un inedito fumetto italiano di genere legal thriller, molto di moda nella letteratura contemporanea e in televisione. 


In Italia questo tipo di narrativa, fatta di casi complessi affrontati in tribunale spesso in duelli di arguzia e retorica tra avvocati e magistrati, è strettamente legata ai prodotti mediatici provenienti dagli Stati Uniti, nelle cui courthouse bisogna impressionare una giuria di persone qualunque per far scagionare il proprio cliente o per far condannare l'imputato; il magistrato e scrittore barese Gianrico Carofiglio, durante l'ultimo decennio, è stato il primo autore nostrano a proporre storie appartenenti a questo filone, con i pluripremiati romanzi dell'avvocato Guido Guerrieri (che personalmente ho adorato). Per quanto riguarda le serie tv, basta citare l'esempio di Law & Order, che tra episodi regolari, spin-off e film televisivi ha superato le 900 ore di durata complessiva; è significativo, inoltre, il recente successo internazionale della serie di videogiochi giapponesi Ace Attorney, con i casi dell'avvocato Phoenix Wright, del difensore Apollo Justice e del procuratore Miles Edgeworth. I tempi, dunque, erano maturi per un fumetto italiano che ricalcasse i dettami e possibilmente il carisma delle storie di questo genere.

La miniserie Law, che consterà di 6 albi, è ambientata nell'odierna San Francisco. I protagonisti delle avventure dentro e fuori dalle aule sono i membri dello studio legale Cussler & Brandise, ognuno specializzato in un ruolo e una funzione narrativa: la "tigre" Gwen Brandise, da poco vedova di suo marito Bernard Cussler, dirige lo studio con fermezza e aggressività mediatica; Donnie Martini, ex agente FBI di origini italiane, ricorda i detective vecchio stile, con tecniche di interrogatorio e di risoluzione dei conflitti da vero mastino; l'avvocato Chris Sanders, tutto sorrisi affascinanti e parlantina sciolta, è "l'animale da tribunale" abile ad accattivarsi le simpatie del pubblico. I consulenti dello studio sono la psicologa Michelle Miller, incaricata di valutare clienti e giurati, e l'analista scientifico Nat Naik, esperto forense. L'ultima arrivata è Rachel Roth, un po' ingenua ed emozionale, che si troverà alle prese con la feroce Gwen e in generale con un concetto di giustizia decisamente diverso dal suo. Lo studio Cussler & Brandise, infatti, si muove secondo criteri crudi e realisti, se non cinici: l'importante è dare il giusto spettacolo, convincere la giuria e far assolvere il cliente, possibilmente senza farsi radiare dall'albo professionale per frasi e comportamenti irriverenti. Nel primo volume Fuori Tempo (96 pagine, 2,70 €), presentato in anteprima a Torino Comics, i nostri devono scagionare un'insegnante di arti marziali dall'accusa di aver ucciso un cantante che in passato fu suo amante.


Il pregio principale di questo primo numero di Law è indubbiamente la tecnica di disegno sfoggiata da Enza Fontana, molto realistica ed elegante; i volti sono molto convincenti e gli ambienti spesso ben dettagliati. A mio parere la copertina, opera di Fabiano Ambu (anche responsabile del character design), sortisce una buona impressione e il giusto impatto. La storia di Fuori Tempo, sceneggiata dai creatori della serie Davide Caci e Giorgio Salati, si dipana senza infamia e senza lode, con un ritmo abbastanza azzeccato ma qualche ingenuità nei procedimenti del processo; quel che può dare fastidio è l'utilizzo molto allegro di volti noti per i protagonisti. Come ben evidenziato anche dal blog Fumetti Brutti, il musicista ucciso è chiaramente Chris Martin, Chris Sanders ha le fattezze di Edward Norton, i volti e la relazione tra Gwen e Rachel ricordano immediatamente il film Il diavolo veste Prada, e così via. L'altro principale difetto è l'abbondare di frasi fatte, spacconate e cliché stantii presenti nei dialoghi, tentativo di ricreare un'atmosfera sopra le righe tipica dei telefilm americani che però risulta talvolta perfino grottesco.

Sul blog LAW sono disponibili approfondimenti sul fumetto e sulle sue citazioni, nonché collegamenti alla recensioni ricevute e informazioni sui suoi autori. Caci e Salati sono interessati al feedback dei lettori («Nessun processo è completo senza un verdetto»), inviabile sul blog o a lawcomics@gmail.com.

Lor

giovedì 26 aprile 2012

The Avengers, i Vendicatori finalmente al cinema

Tanto vale mettere le cose in chiaro fin da subito: The Avengers è un film assolutamente eccezionale, uno dei migliori action movie di sempre, anche se sarebbe un errore considerarlo "solo" un film di genere. Si tratta di un film dall’azione e dai ritmi serrati che riesce a coinvolgere e divertire il pubblico in modo straordinario, regalando al contempo una delle migliori esperienze visive della storia del cinema.


Il film trova la sua forza nel riconoscere e valorizzare le sue debolezze: non c’è un protagonista, non ci sono veri colpi di scena e la pellicola non si prende sul serio, ed è per questo che evita il rischio più grande, il deludere i fan che lo attendono da quattro anni, da quando Nick Fury, nelle fattezze di Samuel L. Jackson, è spuntato dall’ombra dei titoli di coda di Iron Man (2008) invitando gli spettatori a unirsi all’"Iniziativa Vendicatori". La scelta di un film corale è dovuta alla presenza di una mezza dozzina di supereroi che hanno meritato (o meriterebbero, negli ultimi due casi) una pellicola tutta loro, dallo shakespeariano Thor (Chris Hemsworth) al redivivo Captain America (Chris Evans), passando per l’istrionico Iron Man (Robert Downey Jr.) al sorprendentemente carismatico Hulk (Mark Ruffolo, rimpiazzo del tutto accettabile di un Edward Norton che, ora come ora, si starà mangiando le mani per essersi rifiutato di riprendersi il ruolo del Golia Verde). Il regista Joss Whedon e gli sceneggiatori sono riusciti nel difficile compito di riunire un gruppo di attori e personaggi del genere senza che nessuno prevaricasse sugli altri, dando un certo peso anche alle figure, che rischiavano di passare in secondo piano, di Occhio di Falco (Jeremy Renner), l’arciere infallibile, e della Vedova Nera (Scarlet Johannson), letale superspia sovietica. La mancanza di grandi colpi di scena è forse l’unica pecca del film, ma per come è impostato il film, non è stata una mancanza particolarmente sentita. L’intero kolossal (perché, diciamocelo, The Avengers sarà ricordato quantomeno come uno dei più grandi kolossal d’azione di sempre) verte su ritmi serratissimi e su uno scopo estremamente semplice: intrattenere lo spettatore. 

Missione compiuta: il film ha una pesante vena umoristica che viene a galla quasi in ogni momento (la brutalità di Hulk ha spesso risvolti comici inaspettati) che coinvolgono lo spettatore, almeno nella sala ove ho assistito alla proiezione, dalle risate da mal di pancia alla standing ovation vera e propria. The Avengers è un film di cui si gode appieno se si ha avuto l’occasione di vedere i cinque film "antefatto", perché vanno a integrarsi in un immenso affresco meta-cinematografico fatto di riferimenti, autocitazioni e azione al cardiopalma che farà la felicità di appassionati e non.
Il film riesce a essere molto più che un semplice collage di battute "cult" (e ce ne sono parecchie), personaggi famosi e tanta adrenalina, e lo fa divertendo e appassionando la sala in un modo avvolgente e coinvolgente. Le scene d'azione sono una meraviglia per gli occhi, le battute esilaranti e i personaggi perfettamente caratterizzati grazie alle quasi dieci ore che hanno avuto i film precedenti per preparare la scena agli eroi di Nick Fury e dell’avvenente Maria Hill (Cobie Smouder, la bellissima Robin di How I Met Your Mother).

Venendo alla trama (occhio agli spoiler!), Loki (Tom Hiddleston), avversario e fratello del mitico Thor, manipola il supercecchino Occhio di Falco e un manipolo di soldati e uomini di scienza per impadronirsi del Tesseract, cubo cosmico dal potere illimitato che solo grazie all’intervento di Captain America, negli anni’40, non aveva permesso all’H.Y.D.R.A., associazione segreta nazista guidata dal temibile Teschio Rosso, di distruggere gli Stati Uniti. Grazie al Tesseract, alla manipolazione di Hulk e della Vedova nera e alla tecnologia di Iron Man, Loki riuscirà ad aprire un portale verso la terra ai suoi nuovi protettori, gli esseri alieni noti come Chitauri, e a dividere gli eroi inviati a fermarlo. Solo di fronte alla minaccia comune e alla presa di coscienza dei propri limiti, Iron Man, Thor, Hulk, Captain America, la Vedova Nera e un nuovamente fedele Occhio di Falco riusciranno a contrastare il nemico e a cementare il proprio rapporto, unendosi per combattere insieme come sotto il nome di Vendicatori, gli Eroi più potenti della Terra. Sconfitto e rispedito ad Asgard Loki, per i Vendicatori sarà tempo di ritornare alle proprie vite, ma gli eroi non sanno che chi ha fornito nuovi poteri e protezione a Loki, il potentissimo e folle Thanos di Titano, è solo in attesa di una nuova occasione per capire potere e annientare la Terra e gli eroi che hanno osato sfidarlo…

I prossimi appuntamenti per rivedere i Vendicatori in azione saranno a maggio e a novembre 2013, con l’uscita di Iron Man 3 e di Thor 2

Falco_Nero87

lunedì 23 aprile 2012

Tris di nuovi manga #3: L'attacco dei giganti, Sket Dance, Crazy Zoo


L'attacco dei giganti
Autore: Hajime Isayama
Editore italiano: Panini Comics
Prezzo: 3,90 €
Frase chiave: «Stavolta è il nostro turno, degli esseri umani. D'ora in avanti... saremo noi a divorare i giganti!»

Sono trascorsi cento anni dalla misteriosa e terrificante apparizione dei giganti, creature umanoidi alte fino a quindici metri la cui principale passione è scovare gli esseri umani e mangiarli. L'umanità, decimata in breve tempo, è stata ridotta al lumicino dalla comparsa di questo inedito predatore naturale ed è stata costretta a rinchiudersi in enormi cittadelle fortificate, protette da solide mura alte cinquanta metri. All'interno di una delle cittadelle, il giovane Eren Jaeger, figlio di un dottore-scienziato, sogna di unirsi al Corpo di ricerca, sezione dell'esercito che si occupa di studiare i giganti e gli strumenti con cui eventualmente tentare di abbatterli; ma i tentativi di controffensiva dell'armata finiscono sempre in tragedia. Un giorno Eren e sua sorella adottiva Mikasa sono testimoni dello sfondamento delle mura cittadine da parte di un gigante immenso, alto quasi sessanta metri, che con una potente pedata crea una breccia per far entrare dei normali giganti. Durante il massacro che ne consegue, Eren e Mikasa assistono impotenti all'orribile morte della loro madre, prima di rifugiarsi in una zona più interna e sicura della cittadella. Cinque anni dopo, i due ragazzi sono nominati tra le dieci nuove leve più promettenti dell'esercito, ma poco dopo ricompare lo stesso colosso fumante che sconvolse la loro vita e ripete lo stesso assalto alle mura. Eren salva sé stesso e i propri compagni grazie all'uso dell'attrezzatura per il "movimento tridimensionale", dotata di rampini e propulsori a gas, e azzarda persino un contrattacco contro il mostro. Il primo volume si conclude con un cliffhanger piuttosto sconvolgente e decisamente inusuale, che mette una gran voglia di leggere il capitolo successivo anche solo per vedere come se la caverà il protagonista.
Crudo e spietato, L'attacco dei giganti (Shingeki no kyojin) ci va giù pesante con lo splatter, e in generale la sua storia è così inconsueta da essersi meritata il Kodansha Manga Award come miglior shonen del 2011. Il punto debole dell'opera dell'esordiente Isayama è chiaramente la tecnica di disegno, piuttosto rigida e sgraziata, in particolare per quanto riguarda i giganti ordinari, davvero brutti. Ciononostante, la missione disperata di Eren, apparentemente destinata al completo fallimento, risulta abbastanza avvincente da invogliare a seguirla. In madrepatria la serie, iniziata nel 2009, è arrivata al sesto tankobon e continua tuttora.


Sket Dance
Autore: Kenta Shinohara
Editore italiano: Panini Comics
Prezzo: 3,90 €
Frase chiave: «Io sono il leader dello Sket-dan, il club che tutela la serenità di questo liceo all'insegna del motto "Ci pensiamo noi a risolverti il problema". Il mio nome è Yusuke Fujisaki, detto Bossun, e sono qui per servirti!»

Come ci insegnano anime e manga, nei licei giapponesi è fortemente consigliata la partecipazione a un qualche tipo di gruppo ricreativo, che sia un club sportivo, artistico, letterario, o di altro tipo. Il gruppo più improbabile mai visto è indubbiamente lo Sket-dan, una sorta di combriccola tuttofare composta da Yusuke Fujisaki/Bossun, leader carismatico dotato di un cruciale "potere" di concentrazione riflessiva e di un talento per i lavori manuali, Hime Onizuka/Himeko, vicepresidentessa del club in passato chiamata Onihime (principessa dei demoni) per il carattere irascibile e manesco, e Kazuyoshi Usui/Switch, nerd freddo e razionale che parla solo attraverso il sintetizzatore vocale del computer portatile che porta sempre appeso al collo. Lo Sket, acronimo di Support Kindness Encouragement Troubleshoot, si occupa di risolvere i problemi altrui, per quanto bislacchi: in questo primo volume si va dal giallo di alcuni scherzi con la vernice all'appuramento dell'esistenza di un fantasma, dall'accudimento di una scimmietta pestifera alla ricerca di un principe azzurro senza nome, passando per l'assistenza nell'allenamento di un samurai e uno scontro tra teppiste. I casi si concludono entro uno o due capitoli, secondo lo schema del manga a episodi. Le indagini e le scene d'azione sono sempre ben condite da battute e siparietti comici, che non di rado citano altri manga più o meno famosi o attuali, tra cui per esempio Bleach e D.Gray-Man; alcuni casi sono aperte parodie di genere, come l'ultimo che sbeffeggia i cliché degli shojo, i manga romantici per ragazze, sfociando quasi nel metafumetto.
I tre personaggi ispirano subito simpatia, con i loro caratteri apparentemente poco compatibili ma con la loro grande capacità di lavoro di squadra; i clienti che di volta in volta bussano alla loro porta hanno sono sempre al limite della caricatura, in maniera un po' vecchio stile. Un problema di Sket Dance è la verbosità di alcune vignette, talvolta eccessiva, che inevitabilmente porta la casa editrice a dover usare caratteri molto piccoli per farci stare tutto, rendendo la lettura più difficile del solito. Nel complesso, comunque, la lettura è leggera e divertente come in pochi altri manga, e non stupisce che Sket Dance abbia vinto, nel 2009, lo Shogakukan Manga Award; dalla serie, per ora giunta a 24 volumi, TV Tokyo ha tratto una versione animata a partire dall'aprile 2011.


Crazy Zoo
Autore: Kohei Horikoshi
Editore italiano: GP Publishing
Prezzo: 3,90 € (in promozione a 1,90 €)
Frase chiave: «Io ho girato il mondo... e riunito gli animali. Lo capisci? Perché io torni a essere un umano... Crazy Zoo... deve diventare il numero uno al mondo!»

Il vispo bambino Shiina stava inseguendo un coniglio in un bosco quando gli è apparso un "demone coniglio" che lo ha maledetto: lo ha trasformato in un uomo-coniglio, dotato di forza e velocità sovrumane, ponendo come condizioni per la trasformazione inversa la dimostrazione di amore verso tutti gli esseri viventi e il raggruppamento di molti animali in uno zoo di fama mondiale. Una quindicina di anni dopo, la goffa ma volenterosa studentessa Hana Aoi entra nel recondito e misconosciuto Crazy Zoo per proporsi come custode, scoprendo che l'assurdo e tirannico direttore Shiina ha anche il potere di trasformare gli animali in creature antropomorfe. Hana viene assunta (a condizioni quasi schiavistiche) e investita del gravoso incarico di rendere famoso il cadente Crazy Zoo, occupandosi tra l'altro delle pulizie, del nutrimento degli ospiti e del loro benessere. La ragazza deve affrontare molte sfide: fermare dei ladri di animali rari, dare più libertà a un gorilla recluso, far dimagrire un ghepardo obeso, aiutare un rinoceronte a conquistare la sexy serpentessa di cui è innamorato, placare la furia distruttrice di un leone frustrato... e tutto mentre Shiina, che "fa solo cose divertenti", la picchia e la bersaglia con carote da lancio, ma la sprona anche e le dà fiducia, aiutandola a credere di più in sé stessa.
Prima della trama generale e dei singoli episodi o dell'umorismo di parecchie scene, l'aspetto più simpatico di questo manga è lo stile di disegno, molto dinamico ed espressivo. La carinissima Hana, in particolare, risalta per le sue mille facce, smorfie ed espressioni, mentre di Shiina eccellono le pose, per metà pigre e sornione e per metà fortemente aggressive, da shonen. Gli animali comprimari hanno un design accattivante, e le scene d'azione ispirano il giusto senso di movimento. Crazy Zoo (Ōmagadoki Dōbutsuen), pubblicato in Giappone dal luglio 2010 all'agosto 2011 su "Weekly Shōnen Jump", si è concluso con il quinto tankobon, quindi da noi, vista la cadenza mensile, l'ultimo volume di questa miniserie dovrebbe uscire ad agosto.

Lor

lunedì 16 aprile 2012

Report: Torino Comics 2012


Venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 aprile si è svolta la diciottesima edizione di Torino Comics, la fiera torinese del fumetto che da alcuni anni si svolge presso Lingotto Fiere, in via Nizza, e questa volta nel suo padiglione 3. L'evento, dedicato a giochi e videogiochi e al cosplay oltre che ai fumetti, ha seguito la stessa formula delle edizioni precedenti, mostrando quindi i soliti (pochi) punti forti e le consuete (parecchie) magagne.


Il primo elemento discutibile che si incontra è il prezzo del biglietto: 10 euro di intero ci possono anche stare, ma lo sconto di soli due euro per i cosplayers, per  i bambini e per gli accompagnatori dei disabili, oltre che per i possessori di alcune tessere, è un po' squallido; chi si traveste (bene) per l'occasione e porta colore alla manifestazione, in particolare, dovrebbe avere diritto a un biglietto ridotto più economico (se non all'accredito, come per i giornalisti), in modo da incentivare l'impegno creativo dei partecipanti e il fascino complessivo della kermesse.
Lo spazio interno del padiglione, arredato con gli stand commerciali, le esposizioni di tavole, quadri e veicoli speciali, l'area relax/giochi da tavolo con tavoli e panche, e quant'altro, non risulta ben gestito. Alcuni corridoi tra gli stand sono stretti e perennemente affollati, spesso con una ressa tale da impedire una tranquilla esplorazione di quanto c'è in mostra, mentre altre zone sono inutilmente ampie, come lo spazio in tra l'area dei tavoli e il chiosco Autogrill, e non di rado vuote. La Sala Azzurra dove si sono tenute le sfilate di cosplay, poi, è chiaramente troppo poco capiente: molte persone rimangono in piedi al fondo della sala pur di assistere allo sfoggio dei costumi dei partecipanti, con alcuni addetti che piombano periodicamente a imporre lo sgombro dello spazio centrale. In generale la fiera non sembra studiata per un grande afflusso di pubblico, errore piuttosto stupido per una manifestazione che ogni anno attira migliaia di appassionati.


L'ospite d'onore di quest'anno era Terry Moore, fumettista statunitense autore della serie Strangers in Paradise e di diversi albi Marvel e DC, fulcro dell'incontro di sabato mattina in Sala Azzurra e disegnatore in diretta, a pagamento, di tavole per i suoi fan; tra i disegnatori e sceneggiatori italiani presenti, Patrizio Evangelisti, Gabriele Dell'Otto, Massimiliano Frezzato e Fabio Ruotolo, Bepi Vigna, Andrea Serio, Paolo Barbieri; Davide G. G. Caci e Giorgio Salati hanno presentato e autografato il loro primo numero della nuova serie Law - Il lato oscuro della legge di Star Comics. Senza nulla togliere agli ospiti di quest'anno, era lecito aspettarsi qualcosa (qualcuno) in più, visto che l'anno scorso era arrivato nientemeno che Don Rosa, colonna storica del fumetto Disney. Sul fronte editoriale, pesano le assenze espositive della suddetta Disney e soprattutto della Panini Comics; lo stand di Sergio Bonelli Editore non era particolarmente grande né ricco di novità, mentre quello di GP Publishing, in piena espansione negli ambiti del fumetto italiano e del manga, si difendeva bene, come pure quello di Star Comics.


I rappresentanti dei vari rivenditori e fumetterie hanno messo in vendita albi, volumi e tankobon vecchi e nuovi, talvolta con sconti degni di nota, e non mancavano action figure, pupazzi, cuscini, spade, mousepad, giocattoli, cappelli, poster e portachiavi dei personaggi e dei brand più famosi. Presenti anche bancarelle di videogiochi vecchi e nuovi; apprezzabile la presenza dei banchi delle caramelle e di un chiosco di ramen, mentre la vera novità era uno stand che vendeva magliette, spille e braccialetti con i meme di internet: Trollface, Me Gusta, Lol e compagnia bella, segno definitivo (specie vista la gran quantità di clienti) che ormai le "faccine di internet" non sono più un umorismo di nicchia per pochi appassionati, ma un fenomeno popolare. Imperdibile per i nerd nostalgici era lo spazio che Flipper & Zolfo, attività di vendita e riparazione di flipper, juke-box e slot machine, ha riempito con piattaforme videoludiche storiche, dal Master System ai cabinati a moneta, consentendo ai visitatori di giocare gratuitamente a Super Mario Land, Metal Slug e altre vecchie glorie. I gruppi tematici organizzati erano gli stessi di sempre, ovvero quelli di Resident Evil, Star Wars, Star Trek e Sentieri Tolkeniani; i primi hanno dato vita alla consueta processione di zombie in gabbia e guardie armate, mentre i secondi hanno proiettato dei film fanmade sulla saga delle guerre stellari.
La vera attrattiva di Torino Comics è, senza dubbio, l'enorme quantità di cosplayer che vi prendono parte, anche con costumi molto ben elaborati e fantasiosi; i fumetti più gettonati erano, come prevedibile, Naruto e One Piece. Ne riporto alcuni, fotografati alla meno peggio: da One Piece, Nightmare Luffy, Perona e Brook, Luffy, Zoro e Jewerly Bonney (più uno Stewie Griffin in vena di photobombing), Portgas D. Ace genderswapped, Usopp e Chopper post-timeskip; da Naruto, Tsunade, Hinata, Sakura e Sasuke, Naruto genderswapped, Kakashi, Itachi e due Anbu, Jiraya genderswapped; poi Elsa e Gray di Fairy Tail,  Bayonetta dell'omonimo videogioco, Termite Bianca dell'omonimo fumetto italiano, due combattenti di Mortal Kombat, Solid Snake "mimetizzato" di Metal Gear Solid, un Moogle della saga Final Fantasy, Albus Silente di quella di Harry Potter, Daenerys Targaryen del telefilm Game of Thrones, e per finire il sottoscritto nei panni di Eduard Khil che canta Trololo con un uomo-cavallo e una trollface.


Lor

mercoledì 14 marzo 2012

Tris di nuovi manga #2: Toriko, A Certain Magical Index, The World God Only Knows


Toriko
Autore: Mitsutoshi Shimabukuro
Editore italiano: Star Comics
Prezzo: 4,20 
Frase chiave: «Io non uccido prede... se non per mangiarle! Se non mangio non uccido, e se uccido mangio. È la mia regola.»

Nel pieno della cosiddetta "Era dei buongustai", in cui il business principale è quello della gastronomia, il giovane e timido cuoco d'albergo Komatsu viene incaricato dal suo capo Umen Umeda di assoldare un "fornitore di cibi di lusso" che procuri dell'eccellente quanto rara carne di gararadrillo. La pericolosità di questo animale richiede l'intervento del miglior fornitore sulla piazza, ovvero l'esperto, nerboruto e vorace Toriko, che accetta l'incarico. Komatsu e Toriko si avventurano così sull'isola di Babaria, in cui li attendono bestie feroci e in particolare un gararadrillo imbattuto da 300 anni... nella seconda missione raccontata nel volume, Toriko e il pavido Komatsu entrano in una riserva naturale dell'International Gourmet Organization per recuperare uno dei leggendari "Frutti arcobaleno", leccornia che si dice riveli sette differenti gusti quando viene mangiata. L'albero da frutto, però, è difeso da un'intera tribù di ferocissimi troll king...
Immaginate un moderno Ken il Guerriero la cui esistenza è votata alla ricerca del menù perfetto, aggiungeteci un bel po' di comicità e di sbruffoneria, condite con disegni cartooneschi sempre molto espressivi e otterrete Toriko. Questo nuovo manga mi ha colpito per il suo ritmo gagliardo, per l'innegabile carisma del protagonista (le gag sulle sue qualità e abilità esagerate hanno dell'infantile ma funzionano) e per la simpatia di molte scene e dettagli; le vignette in cui Toriko rivela il suo "vero volto" mi hanno davvero esilarato. L'unico difetto che ho osservato è una risoluzione troppo rapida degli scontri chiave, con Toriko che non viene mai messo davvero in difficoltà e che vince senza troppa fatica. Gli animali e i cibi fantasiosi, divorati da un protagonista dallo stomaco senza fondo, ricordano One Piece, con cui infatti Toriko ha recentemente avuto un crossover: il sommo Eiichiro Oda ha voluto aiutare Mitsutoshi, suo amico personale, a lanciare l'anime tratto dal suo manga, la cui prima puntata è stata trasmessa in Giappone nello scorso aprile.

A Certain Magical Index
Autore: Kazuma Kamachi (storia originale), Chuya Kogino (disegni), Kiyotaka Haimura (character design)
Editore italiano: Star Comics
Prezzo: 4,30 € (scontato a 1,90 € fino al 22 marzo)
Frase chiave: «La mia mano destra è un Imagine Breaker, un distruttore d'illusioni... è in grado di neutralizzare qualunque tipo di potere anomalo, che si tratti del supercannone elettromagnetico o di miracoli divini

Sebbene abiti e frequenti la scuola nella futuristica città-studio costruita fuori Tokyo, in cui si sviluppano "poteri superiori" negli studenti tramite farmaci e macchinari elettronici, Kamijo Toma è uno sfigato. Kamijo vive da solo in un alloggio disordinato, ha più nemici che amici e l'unica ragazza che lo degna d'attenzione vuole annichilirlo con i suoi poteri elettrici. L'unico potere del ragazzo, inoltre, è l'Imagine Breaker della sua mano destra, una sorta di contro-abilità con cui può neutralizzare i poteri degli altri. La blanda vita di Kamijo viene sconvolta dall'incontro con una piccola suora di nome Index, che gli racconta storie incredibili: la ragazzina farebbe parte della "Chiesa del Male Necessario", finalizzata a indagare sulla magia e a sconfiggere i maghi malvagi, e dentro il suo corpo sarebbero conservati 103.000 grimorii (libri magici), la cui potenza, usata dalle mani sbagliate, potrebbe sovvertire l'intero ordine mondiale. Nonostante l'iniziale diffidenza, Kamijo si troverà presto a difendere Index dal tenebroso piromante Stiyl Magnus, che ha ferito la ragazzina e vorrebbe rapirla per carpirne il prezioso sapere arcano. Ma come può farsi valere un adolescente buono solo ad annullare i poteri offensivi scatenati contro la sua mano destra, che peraltro pare distruggere anche le difese sacre di Index e la buona sorte dello stesso Kamijo?
A Certain Magical Index butta subito tanta carne al fuoco, tra superpoteri, magie, organizzazioni religiose e intrighi mondiali, peccando di frettolosità narrativa. Al cliché del ragazzo medio ma "dotato" che deve difendere una ragazza sovrannaturale (iniziò così anche Bleach, tanto per dirne uno) si aggiungono conclusioni degli scontri quantomeno sbrigative e dei riferimenti al cristianesimo e al Vaticano che, come in D.Gray-Man, a noi italiani non possono che apparire un po' ridicoli. Esempio: Index indossa una "chiesa in forma d'abito", fatta di un resistentissimo "tessuto che riproduce esattamente quello della Sindone di Torino". I disegni non sono particolarmente interessanti, gli sfondi sono spesso bianchi (il pensiero corre di nuovo a Bleach) e i due personaggi femminili principali, Index e l'improbabile baby-professoressa Komoe Tsukuyomi, sono una mezza loli e una loli in piena regola. Nel complesso, questo primo numero di ACMI mi ha dato una spiacevole impressione di faciloneria, senza riuscire in alcun modo a guadagnarsi il mio gradimento.

The World God Only Knows
Autore: Tamiki Wakaki
Editore italiano: Star Comics
Prezzo: 4.20 € (scontato a 1,90 € fino all'8 aprile)
Frase chiave: «Ebbene sì, mi piacciono solo le ragazze virtuali! La realtà è solo un gioco mal programmato!»

Il diciassettenne Keima Katsuragi, studente liceale di bell'aspetto, è un otaku (nerd) incallito: gioca alla PSP anche durante le lezioni, vive nell'alienazione di un suo mondo videoludico e prova interesse solo verso le ragazze dei gal games, i simulatori di storie romantiche. Keima pare destinato a diventare il classico hikikomori grasso e solitario che annuncia su internet di aver sposato una qualche bellezza virtuale, ma a turbare la sua monotona quotidianità arriva nientemeno che una demone infernale, incaricata di catturare i kaketama (anime cattive) fuggite dall'inferno. Keima ha accettato per orgoglio una sfida pervenutagli via e-mail che metteva in dubbio le sue abilità di "Dio della conquista" e si è ritrovato costretto, pena la decapitazione, ad aiutare la volenterosa Elsea De Lute Irma, detta Elsie, a stanare i kaketama dalle studentesse dell'istituto scolastico in cui hanno trovato rifugio: gli spiriti fuggitivi si nascondono infatti nelle "ferite dell'animo umano", e Keima dovrà sedurre le vittime di queste possessioni per farle innamorare, sanare i loro problemi interiori e scacciare il kaketama in questione, così che Elsie possa riacchiapparlo. Quello che Elsie non sapeva, però, è che il presunto latin lover è competente di corteggiamento solo nei videogiochi, e che dal vivo non ha mai avuto la benché minima esperienza amorosa... per il reticente Keima e la candida Elsie inizia così una serie di avventure romantiche con indagini, equivoci e sviluppi imprevisti, anche tra loro due. 
Per un nerd come me è impossibile non prendere in simpatia un personaggio come Keima, un freddo calcolatore alla Light Yagami di Death Note che però "investe" tutto il suo tempo in patetici videogiochi sentimentali. La sua volontaria alienazione dal mondo reale è rimarcata in continuazione con gag e frasi da ricovero psichiatrico, e anche per questo i suoi goffi approcci con le ragazze che gli viene chiesto di sedurre passano dal divertire al creare un minimo di pathos. Molte situazioni sono giapponesi fino al midollo e fanno parte di stereotipi abusatissimi (il "fattaccio del bagno" su tutti), ma quasi tutte sono rappresentate con molto umorismo e disegni stilizzati che ispirano tenerezza. Dal manga, che ha esordito in patria nel 2008, è stato tratto un anime di due stagioni da 12 puntate l'una, più due OAV e due light novel.

Lor

mercoledì 29 febbraio 2012

Nuova locandina e nuovo trailer per The Avengers

E' un giorno speciale per tutti i fan della Marvel: sono stati rilasciati proprio oggi la nuova locandina e soprattutto il nuovo trailer di The Avengers! Il 25 aprile 2012 si avvicina e cresce l'attesa per questo film, già un cult per tutti i lettori di fumetti, e non solo.
Il nuovo trailer mostra tante immagini inedite, rispetto al primo teaser e a quello rilasciato durante il recente SuperBowl, e sicuramente starà esaltando chi attende questo film più di qualsiasi altra cosa. Si parte dal dialogo tra il direttore dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury (Samuel L. Jackson) e Steve Rogers/Capitan America (Chris Evans), si passa per l'incontro tra la Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Bruce Banner/Hulk (Mark Ruffalo), per poi arrivare ai diversi incontri e scontri tra i singoli Vendicatori. Viene mostrato, finalmente, il gioco di squadra che vedremo tra i protagonisti del film (emblematico il salvataggio di Iron Man da parte di Hulk), frutto di alcuni combattimenti, utili per conoscersi. Infine ci viene dato qualche dettaglio in più sui nemici: scopriamo infatti che Loki (Tom Hiddleston) e i suoi misteriosi alieni si serviranno di tecnologia avanzata per conquistare il mondo, come il megaserpentone meccanico che si vede sul finale.
L'Italia vedrà The Avengers in anteprima mondiale il 25 aprile 2012, in 3D e in IMAX 3D. Sembra proprio che il regista Joss Whedon abbia fatto un ottimo lavoro su un prodotto molto difficile da trasporre al cinema.


D9P

martedì 7 febbraio 2012

Tris di nuovi manga: Mirai Nikki, Durarara!! e Luck Stealer

Mi capita piuttosto spesso di acquistare in edicola o fumetteria i numeri uno di fumetti che non ho mai visto né sentito nominare, tanto per il gusto di scoprire cose nuove e per una piccola mania di collezionismo. Negli ultimi due mesi ho dato una chance ai primi volumi di tre manga che hanno recentemente esordito sul mercato italiano, e vi propongo i miei pareri in proposito sotto forma di brevi recensioni.

Mirai Nikki - Future Diary
Autore: Sakae Esuno
Editore italiano: Star Comics

Yukiteru Amano è un giovanissimo studente giapponese timido e introverso che si diletta a usare il proprio cellulare come diario e a conversare con due amici immaginari, l'onnipotente signore dello spazio e del tempo Deus Ex Machina e la sua tenera serva Murumuru. Un giorno in cui Yukiteru si sente particolarmente loffio e inutile, Deus dà il via a "un gioco molto interessante": i telefonini di Yukiteru e di undici altri personaggi iniziano a registrare automaticamente gli eventi futuri. O meglio: una certa selezione degli eventi che avverranno nei successivi novanta giorni. Yukiteru per esempio, essendo sostanzialmente un osseratore passivo, può leggere cosa accadrà intorno a lui e all'inizio mette a frutto questo dono per evitare grane con i compagni malevoli e le ostiche verifiche scolastiche; la sua graziosa compagna di classe Yuno Gasai, invece, può leggere il futuro dello stesso Yukiteru, di cui è (incomprensibilmente) innamorata a livello viscerale. Dopo un po' Deus spiega il gioco ai vari possessori di Future Diaries (quindi non è solo un amico immaginario di Yukiteru...?) illustrandone le originalissime regole: dovranno uccidersi a vicenda finché non ne rimarrà solo uno, il quale diventerà il successore di Deus. Inizia così una spietata caccia tra giocatori, e gli unici aiuti che Yukiteru potrà sfruttare per sopravvivere saranno il suo prodigioso cellulare e l'inquietante stalker Yuno, mentre la bombarola Minene Uryu è già sulle sue tracce...
Era da parecchio tempo che un nuovo manga mi piaceva così poco. Mirai Nikki mi è parso un mediocre amalgama di cliché abusati e trattati con superficialità: dal noiosissimo protagonista, un hikikomori in erba privo di qualità, alla trama di fondo, che fonde i soliti manga d'azione e di melensaggini scolastiche con elementi cervellotici alla Death Note e crudezza (non esplicitata graficamente) da Battle Royale, fino alla scarsa attenzione alla credibilità (l'attacco terroristico di Minene alla scuola deve aver mietuto decine e decine di vittime, ma di queste non gliene frega niente a nessuno) e ai disegni abbastanza anonimi. In Giappone Mirai Nikki ha riscosso un certo successo, tanto da dar vita a due serie spin-off, Mirai Nikki Mosaic e Mirai Nikki Paradox, e a un anime, tutte cose che non ho intenzione di leggere né  di vedere.

Durarara!!
Autori: Ryohgo Narita (storia originale), Suzuhito Yasuda (character design) e Akiyo Satorigi (disegni)
Editore italiano: Star Comics

Nato come serie di light novel (romanzi illustrati per ragazzi), Durarara!! è stato trasposto in manga e in seguito in anime. Si tratta di un'interessante storia corale, i cui numerosi protagonisti si aggirano nel quartiere Ikebukuro di Tokyo, "la zona in cui convergono i più alienati tra i figli della metropoli", con gli obiettivi più disparati. Mikado Ryugamine è uno scolaro pacato ma curioso del mondo che si è appena trasferito a Tokyo su consiglio del suo amico Masaomi Kida, estroverso e spiritoso, il quale gli farà da guida in un quartiere vivace e stimolante ma anche frequentato da personaggi sinistri, piccoli criminali e autentiche leggende metropolitane, come la misteriosa "moto nera" volante, guidata da un essere senza testa. Il losco Izaya Orihara smercia informazioni e tende tranelli a ragazze che aspirano a suicidarsi, Seiji Yagiri è braccato da una ragazzina che sembra sapere tutto di lui, la carina Anri Sonohara attrae le attenzioni del suo compagno Mikado... il primo volume di Durarara!! pare più un prequel o una lunga introduzione che l'inizio di una storia precisa, ma riesce a stuzzicare una certa curiosità e promette una narrazione complessa e sfaccettata con un mix di azione e intrigo. I disegni hanno un buon livello di espressività e di dettagli, traduzione e lettering sembrano azzeccati. Le premesse per un manga di qualità sembrano esserci... lo seguirò, a patto che decolli entro il secondo o il terzo volume.

Luck Stealer
Autore: Hajime Kazu
Editore italiano: GP Publishing

Normalmente i killer professionisti si servono di armi e tecniche molto convenzionali, come armi da fuoco, armi bianche, veleni, esplosivi e così via. Il bel ragazzo Yusei Kurusu invece sfrutta la sfortuna: più specificamente, è in grado di rubare la fortuna degli altri con un semplice contatto fisico, e chi ne rimane a secco è destinato a morire al primo incidente, piccolo o grande che sia, che gli capita. Yusei lavora per un'organizzazione segreta che gli affida omicidi di criminali anche di alto livello, ritenendo il giovane dai capelli chiarissimi il miglior assassino sulla piazza proprio per le sue doti anomale, discrete ed efficaci. Ma Yusei non è solo un freddo esecutore, è anche un padre affettuosissimo: in effetti il vero scopo dei suoi incarichi è rubare la fortuna dei malviventi per donarla alla dolce figlioletta Karin, che ne è del tutto priva e che è l'unica a poterla assorbire dal padre. Nel corso del primo volume di Luck Stealer, Yusei si trova ad avere a che fare, oltre a mafiosi e fuorilegge di ogni risma, con due ragazze che finiscono per caso sulla sua strada, la disperata Mika e la petulante Airi: entrambe saranno molto incuriosite da questo personaggio così particolare e dalla doppia personalità, e tenteranno ognuna a proprio modo di svelarne i misteri; l'ultima parte del volume racconta di una missione affidata a Yusei da Amasaki, suo vecchio conoscente dal carattere ambiguo, un po' viscido e talvolta sanguinario. Nel complesso, questo primo numero di Luck Stealer è una riuscita mescolanza di scontri violenti, gag comiche e piccoli ma incisivi approfondimenti psicologici, con diverse scene forti nei contenuti e nella rappresentazione; la tecnica di disegno è spesso essenziale, con una certa carenza di sfondi (a Tite Kubo di Bleach staranno fischiando le orecchie) ma con volti e pose convincenti. Dei tre manga di cui ho parlato finora, Luck Stealer è quello che mi ha colpito più positivamente, e se tutto va bene lo seguirò fino alla fine (in Giappone si è appena concluso con il decimo tankobon).

Lor

lunedì 6 febbraio 2012

Il trailer del Super Bowl e le ultime novità su The Avengers

I Vendicatori (qui il primo trailer) invaderanno i cinema italiani una settimana prima di quelli statunitensi, mettendo in scena quello che è atteso da anni come uno dei più grandi colossal d’azione di tutti i tempi.

Abbiamo lasciato i personaggi, a Giugno dell’anno scorso, in condizioni molto diverse: Anthony Stark (Robert Downey Jr) ha recuperato la sua posizione e ha perfezionato l’armatura di Iron Man, ma è stato dichiarato inabile al servizio da Nick Fury (Samuel L. Jackson) e dalla Vedova Nera, Natasha Romanov (Scarlett Johansson). Bruce Banner (Mark Ruffalo, che sostituirà Edward Norton) si è dato alla macchia e sembra sia in grado di controllare Hulk, il suo inarrestabile alter ego. Steve Rogers (Chris Evans) si è svegliato dopo sessantacinque anni di ibernazione ed è stato chiamato a vestire di nuovo i panni di Captain America. Thor (Chris Hemsworth) ha sconfitto il fratellastro Loki (Tom Hiddleston), ma è bloccato su Asgard e non sa che il dio dell’inganno non solo è ancora vivo, ma è arrivato sulla Terra e ha messo gli occhi sul Tesseract, un cubo cosmico dai poteri pressoché illimitati. Clint Barton (Jeremy Renner), l’arciere Occhio di Falco, è ancora al servizio dello S.H.I.E.L.D.

I trailer sino ad ora rilasciati, contando anche il recentissimo filmato andato in onda durante il Super Bowl di questi ultimi giorni, permettono di conoscere quasi per certi alcuni aspetti della trama:

- Nick Fury ha riunito una squadra per opporsi a minacce troppo potenti per essere affrontate da singoli eroi o dalle forze armate.
- Thor ritornerà sulla terra.
- Hulk riuscirà, bene o male, a controllarsi.
- Loki metterà le mani sul Cubo.
- Gli alleati di Loki non sono umani, sono a migliaia e possiedono una tecnologia immensamente superiore a quella terrestre.
- La squadra avrà i suoi problemi interni (Stark e Rogers litigheranno, e si vede Thor colpire Captain America).
- Nick Fury avrà un ruolo attivo.
- I Vendicatori disporranno del Quinjet, il mezzo aereo che usano anche nei fumetti.

Il più grande mistero riguarda l’identità dei nemici dei Vendicatori: sembrerebbero di origine aliena, e i lettori Marvel avranno subito pensato ai mutaforma Skrull, ma i diritti di queste creature sembra appartengano alla Fox, quindi il loro impiego nella pellicola è quantomeno improbabile. Potrebbe trattarsi dei Giganti del Gelo visti in Thor, ma da quanto si vede queste creature sembrerebbero meno alte e dotate di una tecnologia decisamente superiore. Una concreta possibilità potrebbe essere però rappresentata dai Chitauri, una razza aliena ispirata agli Skrull che, nei fumetti della serie Ultimates hanno dato del filo da torcere a una squadra molto, molto simile a quella che si vedrà sul grande schermo: il cambiare nome agli Skrull potrebbe essere sufficiente a evitare le lamentele della Fox (o, quantomeno, a evitare sanzioni legali).
A ogni modo, quanto visto finora è assolutamente esaltante. Gli effetti speciali e l’uso dell’alta definizione non hanno pari con quanto visto al cinema fino ad oggi, e l’opera farà oltretutto solo da apripista al proseguimento della saga: la Marvel ha già confermato progetti per portare sul grande schermo The Avengers 2, Thor 2 e Iron Man 3, e c’è da scommettere che anche Captain America avrà il suo sequel, essendo soprattutto molto probabile un terzo film legato al team degli eroi più potenti della terra.
Nell’attesa del 25 aprile, quando si alzerà il sipario, vi mostriamo il nuovo trailer appena pubblicato. E ricordatevi che noi abbiamo un Hulk.




Falco_Nero87

lunedì 19 dicembre 2011

Ecco il full trailer de The Dark Knight Rises (Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno): Batman!

L'attesa e l'eccitazione intorno all'ultimo capitolo della saga batmaniana di Christopher Nolan sta toccando picchi mai raggiunti prima con speculazioni e spoiler che si susseguono tutti i giorni, a più di otto mesi dalla sua uscita. Dopo aver diffuso la locandina ufficiale, la Warner Bros ha dichiarato che oggi sarebbe stato rilasciato il primo full trailer di The Dark Knight Rises, finora mostrato solo negli States prima di Sherlock Holmes: Gioco di ombre. E ora siamo finalmente in grado di mostrarvelo in tutta la sua epicità e in italiano: nuove scene, grandi combattimenti e una scena allo stadio tutta da vedere! Il trailer mostra inoltre l'intero cast composto da Christian Bale, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Anne Hathaway, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Juno Temple, Josh Pence, Daniel Sunjata e Nestor Carbonell.
Ecco il full trailer de Il cavaliere oscuro - Il ritorno:

Vi proponiamo anche il primo trailer uscito qualche settimana fa, anche in italiano. Eccolo:

D9P

domenica 13 novembre 2011

Dagli autori di Don Zauker la nuova serie Panini Comics: Nirvana


Nella quarta di copertina di Rat-Man 86, uscito a settembre, campeggiava la pubblicità de “La nuova, imperdibile serie umoristica di Panini Comics... Nirvana – Gira la ruota e vivi un'altra vita”. Due mesi dopo ho potuto finalmente mettere le mani sul primo numero di questo Nirvana, dal formato uguale a quello di Rat-Man e disponibile anche in una più costosa versione “variant” (con copertina diversa, stile Marvel), nonché sul suo sottile numero zero. 
Nirvana è sceneggiato da Emiliano Pagani e disegnato da Daniele Caluri, ovvero i due autori del dissacrante Don Zauker che ha visto la luce sul mensile satirico “Il Vernacoliere” ed è poi stato ripubblicato, visto il suo successo, in diverse raccolte dedicate. Il duo Pagani-Caluri, che talvolta si firma Paguri, è alla sua prima collaborazione con Panini Comics e ha scelto di esordire con un fumetto politically scorrect, imbevuto della stessa comicità al vetriolo e un po' volgare di Don Zauker e del Vernacoliere. Il numero zero, uscito all'inizio di ottobre, costa un euro e mostra in copertina un ipotetico profilo Facebook del protagonista, Ramiro Tango, già gonfiato di botte. Le prime pagine seguono la sua sofferta conversazione telefonica con la bella ma appiccicosa ed egocentrica fidanzata Cristy, per poi introdurci all'ambiguo rapporto di Ramiro con l'ispettore Buddha, un mix di Bud Spencer e Giuliano Ferrara, che lo tortura per convincerlo a entrare in un programma di protezione testimoni. Le ultime due pagine fanno entrare in scena Slobo e Golem, due assassini dallo stile tarantiniano sulle tracce di Ramiro. Il resto dell'albetto contiene un articolo di giornale che fornisce un elemento in più della storia di Ramiro e un approfondimento storico sulla medicina alternativa basata sull'urina. Il numero zero, dunque, presenta i personaggi principali della serie e il suo stile umoristico, preparando il terreno per il numero uno. 
Quest'ultimo, uscito a inizio novembre, si concentra maggiormente su Ramiro, cinico pezzente con il pallino della truffa, e sulle sue carriere di scafista e di “mago Antilopo”. Ramiro conta sull'ignoranza del prossimo per raccontargli un sacco di balle e ottenerne il proprio tornaconto, che sia sbarazzarsi di un clandestino nero, ingannare la Guardia di Finanza o circuire un timido credulone. Intorno a lui si muovono personaggi violenti: gli agenti di Buddha lo pestano a sangue per cavargli informazioni, mentre Slobo e Golem torturano un suo socio per rintracciarlo. Dopo la metà dell'albo compare un personaggio a sorpresa, in veste di cliente di mago Antilopo, che evidenzia l'eredità vernacoliera di Nirvana, e nel finale la situazione non potrà che esplodere. Non mancano due pagine dedicate agli sproloqui di Cristy e le rubriche d'approfondimento, sempre molto goliardiche. 
Ramiro Tango, con quella sua faccia da sfigato e con una parlantina cialtrona ai limiti della continua supercazzola, sembra un personaggio promettente, come lo è lo spunto dei vari mestieri truffaldini in cui si cimenterà nel corso della serie; l'umorismo è cattivo, a volte molto crudo, e perlopiù fa sorridere ma non ridere. I disegni sono curati ed espressivi, ritmo e impaginazione ricordano quelli del cugino Rat-Man
Essendo bimestrale, il prossimo numero di Nirvana uscirà a gennaio. Chissà in quali nuovi guai si caccerà Ramiro? Segnalo infine questa intervista di Comicus a Pagani e Caluri, in cui i due autori raccontano la genesi di Nirvana e forniscono qualche anticipazione sul suo futuro.


Lor

lunedì 7 novembre 2011

Recensione di Batman: Arkham City

Il 21 ottobre 2011 ha debuttato su PS3 e Xbox 360 Batman: Arkham City, esattamente a due anni di distanza dal suo prequel Batman: Arkham Asylum, mostrando rispetto a quest’ultimo notevoli miglioramenti tecnici.

Trama
Alcuni mesi dopo i fatti narrati nel primo gioco, il famoso manicomio di Arkham viene chiuso su ordine del direttore Quincy Sharp, il quale sfruttando le azioni eroiche compiute dall’uomo pipistrello fa crescere così la propria notorietà e di conseguenza diventa sindaco di Gotham City. Sharp dà così il via al suo ambizioso e controverso progetto, facendo sgomberare il ghetto della vecchia Gotham e trasformandolo in grande città prigione, di costruire la cosiddetta Arkham City. A capo di questa struttura nominato il dottor Hugo Strange, scienziato pazzo a conoscenza della vera identità di Batman. Il gioco inizia con un comizio di Bruce Wayne, il quale ha radunato tutta la stampa di Gotham per lanciare il suo ultimo accorato appello affinché l'opinione pubblica si sollevi contro Sharp e la sua folle soluzione contro il crimine. Il comizio è però interrotto dalle guardie Tyger che, sotto il comando di Strange, arrestano il miliardario e lo deportano di peso nel terribile quartiere penitenziario. Una volta all’interno, Wayne viene accolto da Strange, il quale gli parla brevemente di un misterioso “Protocollo 10” che entrerà in vigore nel giro di poche ore e che renderà Strange incredibilmente importante. Mentre viene scortato nella sua cella Wayne riesce a liberarsi, facendosi così spedire dal fedele maggiordomo Alfred un Batplano contenete l’attrezzatura e il costume di Batman. Una volta trasformato nell’uomo pipistrello inizierà un’indagine che lo porterà alla scoperta di macchinazioni e intrighi aldilà della sua immaginazione e che gli farà incontrare molti dei supercriminali che lui stesso aveva fatto rinchiudere ad Arkham.

Personaggi

A rendere più interessante la trama vi è una perfetta caratterizzazione dei protagonisti, primo su tutti senz’altro Batman del quale verrà esplorato, durante il corso del gioco, il profilo psicologico, ripercorrendo anche episodi del passato di Wayne. Il protagonista si troverà poi ad affrontare il famigerato Joker, storico nemico dell’uomo pipistrello, l’Enigmista, che metterà alla prova Batman con prove e indovinelli sparsi su tutta la mappa di Arkham City, e il già citato Hugo Strange. A questi si andranno ad aggiungere Pinguino, Mr Freeze, Due Facce, Il Cappellaio Matto, Ra's al Ghul e altri ancora, mentre Batman sarà spalleggiato da Alfred, Oracle, Robin e Catwoman; a questi ultimi due verranno dedicati due DLC (contenuti aggiuntivi scaricabili a pagamento).

Gameplay
Il gameplay di questo sequel rimane sostanzialmente invariato rispetto a quello del suo predecessore. Troviamo innanzitutto lo stesso sistema di combattimento: il protagonista si troverà impegnato in vere e proprie risse con nemici spesso numerosi, armati e non; Batman ha quindi la possibilità di contrattaccare i nemici armati di coltello, e usare i pipistrelli come diversivo per distrarli. Durante il contrattacco si potranno mettere fuori combattimento uno o più avversari, confonderli grazie all’ausilio del mantello e di conseguenza eseguire numerose combo. Nel caso di nemici dotati di armi da fuoco, sarà il giocatore a dover studiare tattiche per metterli fuori combattimento senza farsi vedere, sfruttando alture, ombre, e diversivi, come i fumogeni con i quali potrà anche darsi alla fuga in caso venisse scoperto. Le capacità di Batman saranno potenziabili grazie ai punti esperienza guadagnati durante gli scontri. Durante il gioco si andrà a mettere le mani anche su nuovi gadget come un fucile a impulsi elettrici e delle bombe congelanti, affiancati alla dotazione di base che può comunque ricevere upgrade e potenziamenti. Gioca un ruolo molto importante il rampino con il quale ci si può spostare a piacimento in giro per i tetti di Arkham City, oppure planare da un posto all’altro, se non direttamente addosso a un nemico, utilizzando cosi un attacco aereo a sorpresa. Il gioco è composto da una quest principale strutturata come in Arkham Asylum. In ogni zona ci sarà un boss da affrontare, ma prima di arrivare da lui ci saranno molti combattimenti minori e percorsi da superare. Ci sono infine tantissime missioni secondarie che andranno a coinvolgere altri supercriminali che risiedono in questa città-prigione.

Grafica e sonoro
Come in Arkham Asylum viene utilizzato il motore grafico Unreal Engine 3, sistema completo di sviluppo e simulazione di ambienti tridimensionali. Ottime le prestazioni per quanto riguarda la mappa, ricca di dettagli e completamente esplorabile: il primo impatto lascia veramente senza parole, soprattutto notando la perfetta fluidità con cui si muove Batman. Fa un buon lavoro anche il reparto audio, partendo dalla colonna sonora, che si adatta perfettamente a ogni situazione in cui si trova il protagonista, fino al doppiaggio in lingua italiana, realizzato dagli stessi doppiatori del cartone animato originale.

Commento Finale
Rocksteady ha svolto con Arkham City complessivamente un buon lavoro , come aveva gia fatto con il primo capitolo. L’unica pecca sta nella longevità della quest principale, forse un po’ corta, elemento però trascurabile grazie alle numerose sfide e missioni secondarie che vanno ad arricchire e completare la trama. Il punto forte sta invece nella vastità e varietà del gameplay, come in Arkham Asylum, ma soprattutto nella regia e narrazione paragonabile ai migliori capolavori di Hollywood.
I risultati di vendita confermano quanto detto finora visto che Arkham City entra
nella top 10 dei giochi più venduti per console con ben quattro edizioni.


Kal-El

sabato 5 novembre 2011

Report: Lucca Comics & Games 2011


Da svariati anni appuntamento imperdibile per gli appassionati di fumetti e giochi di ogni genere, anche questa edizione della manifestazione non ha deluso le aspettative. Lucca Comics & Games, quest’anno dedicato a Emilio Salgari, balza ancora una volta oltre le centomila presenze, superando il record dell’edizione scorsa e arrivando a circa 155000 visitatori, attestandosi come uno dei più importanti appuntamenti per il settore dell’intrattenimento ‘nerd’ al mondo, dopo il Comiket di Tokyo, il Festival International de la Bande Dessinée d'Angoulême e, incredibile ma vero, ritrovandosi davanti al famosissimo Comi-con di San Diego, l’evento di genere più celebre al mondo. Cinque giorni davvero intensi per le svariate migliaia di visitatori che si sono riversati nelle mura della splendida città toscana in cerca di volumetti, libri, gadget e rarità. O anche solo per visitare la fiera; in costume o in borghese. Nonostante le eventuali critiche che possono essere mosse contro la manifestazione, Lucca Comics & Games è sicuramente un’esperienza affascinante: per alcuni giorni l’antica cittadina si tramuta nella cornice ideale per un evento che permette a tutti gli amanti della fantasia, giovani e meno giovani, di essere semplicemente se stessi. Impersonando l’idolo del momento o gli eroi della propria infanzia, indossando variopinti costumi per le strade, senza temere il giudizio sin troppo severo di una società che idolatra la “normalità” e la compostezza e che mal sopporta la stravaganza, a volte etichettandola con “pazzia”. La stessa pazzia che a Lucca, per alcuni giorni all’anno, diviene normalità. Anche quest’anno, l’atmosfera che si respira è quella di una sana goliardia, di una innocente voglia di divertirsi e di giocare che ci riporta tutti indietro all’infanzia. Chiunque si riconosca in tutto questo, non può far altro che attendere con ansia una manifestazione del genere, goderne appieno lo svolgimento e provarne nostalgia alla conclusione.
Cinque giorni intensi, dicevamo, fortunatamente benedetti da condizioni meteo ottimali. La maggiore durata ha permesso agli organizzatori di distribuire in maniera più uniforme non solo gli eventi in programma, ma anche l’afflusso di visitatori, facendo sì che anche una giornata come quella di sabato 29 fosse più vivibile rispetto ai giorni di maggior “traffico” delle edizioni passate. Sicuramente in questo ha giocato un ruolo determinante anche la disastrosa alluvione ligure che ha mandato in crisi per svariate ore alcune importanti tratte autostradali e che ha costretto molti a rinunciare ai primi giorni. Ha forse spiazzato i veterani delle passate edizioni la nuova dislocazione delle biglietterie che ha costretto in molti a lunghe camminate per il ritiro del braccialetto (la scelta si deve probabilmente al fatto che, in caso di pioggia, i visitatori si sarebbero altrimenti trovati immersi nel fango ai piedi delle mura, come avvenne l’anno scorso).

LUCCA GAMES
Al solito, appena al di fuori delle mura, si trova il vasto e affollato padiglione Games, punto di ritrovo per amanti del mondo videoludico e di giochi di ruolo e da tavolo. Una buona metà dell’area Games, dal 2006 unica rimasta fuori dalle mura, è stata dominata dal videogioco e da tutto ciò che al videogioco era correlato. Negli stand è stato possibile provare le novità del momento, da ‘Batman Arkham City’ a ‘Il Signore degli Anelli: la guerra al Nord’, oltre al notevole ‘Warhammer 40'000:Space Marine’ e all’appena uscito “Battlefield 3”. Una bella delusione è arrivata ai fan della Bethesda dallo stand, peraltro enorme, dedicato all’attessisimo ‘The Elder Scroll V: Skyrim’, del quale è stato trasmesso solo qualche trailer di gameplay, per giunta sgranato: una scelta inspiegabile che avrà fatto arrabbiare qualche fan. Tra un corridoio e l’altro è stato possibile provare a ballare con ‘Dance Dance Revolution’ (l’esibizione dei cosplayer vestiti da Puffi

mercoledì 19 ottobre 2011

I racconti di Carlo Lucarelli a fumetti: Nuvole Nere


Mentre setacciavo un'edicola alla ricerca di qualche buon fumetto da leggere, mi sono imbattuto nel numero uno di Nuvole Nere, sottotitolato Omissis 25. Il formato dell'albo e il disegno di copertina mi hanno subito fatto pensare a una testata Bonelli, e invece si tratta di un prodotto della Star Comics, casa editrice solitamente associata ai manga (uno su tutti: One Piece). La dicitura "I racconti di Carlo Lucarelli" mi ha incuriosito a sufficienza, e l'ho comprato.
Nella seconda di copertina, Carlo Lucarelli e Mauro Smocovich spiegano la genesi di Nuvole Nere. Si tratta di una serie di racconti del primo, famoso scrittore e conduttore parmigiano, trasposti in miniserie a fumetti dal secondo, autore di romanzi, articoli per riviste letterarie e testi teatrali, insieme a un gruppo di disegnatori. Lucarelli e Smocovich avevano già lavorato assieme per la serie a fumetti Cornelio – Delitti d'autore, il cui protagonista Cornelio Bizzarri aveva le sembianze dello stesso Lucarelli e veniva coinvolto in una vicenda di mistero dalle tinte horror; Lucarelli ha inoltre composto la prefazione del romanzo Non è per niente divertente di Smocovich, scrivendo di lui: "Mauro Smocovich è un narratore, e i narratori non hanno paura di usare qualunque espediente, qualunque mezzo, qualunque sfumatura per raccontare le proprie storie". Ogni numero di Nuvole Nere contiene tre storie di Lucarelli: nel volume uno ci sono Omissis 25, pubblicata dalla rivista "Plot" nel '91, Telefono sostitutivo, compresa nell'antologia Il galateo del telefonino del 1999, e Dark lady, comparsa sulle pagine della raccolta Sex files datata 1997.
In Omissis 25, il carabiniere capitano Romeo, convalescente dopo un'intervento al menisco, inizia quasi per caso a indagare sulle morti violente di due brigadieri. Siamo negli anni Ottanta e il clima dei cosiddetti "anni di piombo" non si è ancora dissipato, anche per via dei segreti inconfessabili che alcuni alti gerarchi militari cercano di tenere tali a ogni costo. Nella storia successiva, il tranquillo professore liceale Mario guasta accidentalmente il proprio telefonino e ne riceve uno sostitutivo da un negoziante, ma presto viene turbato dalle insistenti telefonate di una donna e un tizio losco che lo credono un certo Angelo. Mario diventa preda di una feroce caccia all'uomo, e si troverà a dover sfoderare la grinta che non credeva di avere per riuscire a sopravvivere... e non solo. L'ultima storia è ambientata nell'Africa del 1892: una bellissima prostituta nera porta scompiglio in una colonia italiana, e il tenente Vittorio Filippini ne subisce il fascino al punto di instaurare una sanguinosa competizione con il commilitone Canedda.
I disegni di questo primo volume sono opera di Francesco Bonanno, trentottenne palermitano già disegnatore di Cornelio – Delitti d'autore. Lo stile di Bonanno sembra essere congeniale alla narrativa di Lucarelli e Smocovich, che non a caso lo hanno voluto di nuovo al loro fianco: attento equilibrio di bianco e nero, volti espressivi al punto giusto, linee spesso asciutte ed essenziali. La copertina dell'albo è firmata Andrea Fattori, inchiostratore e disegnatore da qualche anno entrato a far parte della scuderia Bonelli (la mia prima impressione aveva quindi un fondamento di verità!).
Il primo Nuvole Nere è uscito il 12 ottobre, al prezzo di 2.70 euro, ed essendo bimestrale il prossimo numero dovrebbe uscire a metà dicembre. La prima storia, che dà anche il titolo al singolo albo, si intitolerà Nero a più voci e racconterà dei misteriosi assassinii a colpi di rasoio di coppiette appartate sui colli bolognesi; nella seconda e nella terza storia, un ricercatissimo criminale di guerra si costituirà per motivi misteriosi e all'ottavo piano di un palazzo di periferia si indagherà su un orrendo omicidio.

Lor

giovedì 13 ottobre 2011

Arriva Batman: Arkham City


Quando nel 2009 gli sviluppatori di Rocksteady Studios e i distributori di Eidos Interactive lanciarono sul mercato Batman: Arkham Asylum, nessuno era davvero pronto per un videogioco di quel calibro. Un gioco su un supereroe famoso che non fosse il mediocre tie-in di un blockbuster hollywoodiano, che fosse graficamente molto bello e dettagliato, dal gameplay variegato e avvincente, dalla longevità e dal carisma imponenti, non avrebbe potuto che riscuotere un trionfale successo, e così è stato. Da pressoché tutti i recensori sono fioccati voti altissimi (Metacritic riporta una valutazione media di 91/100 per le versioni PC e Playstation 3 e di 92/100 per quella Xbox360), il Guinness World Records lo ha eletto “Most Critically Acclaimed Superhero Game Ever” e le vendite del gioco sono stimate tra i quattro e i cinque milioni di copie.
Com’era lecito aspettarsi, dopo poco più di due anni di lavoro i Rocksteady stanno per tentare di bissare il successo con il loro nuovo Batman: Arkham City. Vista la gran quantità di informazioni sul gioco che gli sviluppatori hanno divulgato negli ultimi mesi, vi proponiamo un comodo riassunto di tutto quello che si sa a oggi.

Il gioco

Batman: Arkham City è sviluppato sempre dai Rocksteady Studios, mentre la distribuzione è passata alla Warner Bros. Interactive Entertainment per America ed Europa e alla Square Enix per il Giappone. Il gioco uscirà per Playstation 3 e Xbox360 il 18 ottobre nel nord America, il 21 ottobre in Europa e il 23 novembre in Giappone, mentre la versione pc è prevista per novembre (la data esatta è al momento ancora imprecisata) e quella per la ventura console Wii U dovrà aspettare il 2012. La trama del gioco, comprensiva di storia, missioni e dialoghi, è opera dello scrittore e produttore statunitense Paul Dini, già autore di quella di Arkham Asylum, storico sceneggiatore di molte serie animate supereroistiche Warner/DC Comics (tra cui Batman: The Animated Series e Superman: The Animated Series) e di numerosi fumetti dello stesso genere, nonché co-sceneggiatore di Transformers, Animaniacs e Lost. Batman: Arkham City, come il suo predecessore, si basa sul motore grafico Unreal Engine 3 e sulla piattaforma di distribuzione e aggiornamento online Games for Windows Live.

Il gameplay

E’ sostanzialmente lo stesso di AA: anche in AC Batman affronterà i cattivi in un connubio di azione e stealth, ovvero un po’ con le buone vecchie scazzottate e un po’ muovendosi nell’ombra e sopraffacendo i nemici con mosse o gadget silenziosi. L’uomo-pipistrello potrà esplorare l’intero nuovo supercarcere Arkham City (una sezione della città di Gotham adibita al contenimento dei criminali, lo stesso spunto del film 1999: Fuga da New York), la cui ampiezza è stata valutata cinque volte più grande dell’ambientazione del gioco precedente. Batman può arrampicarsi sui palazzi con un comodo rampino, per poi planare giù grazie al suo mantello, magari atterrando sulla nuca di un ignaro scagnozzo. Le arti marziali di Batman conferivano ai pestaggi di AA una grazia quasi artistica, e i Rocksteady dicono di averle migliorate e arricchite ulteriormente. Le varie aree della città offriranno missioni e sfide peculiari al giocatore: nei complessi di edifici, come per esempio la zona industriale, si può essere insediato un boss che dovremo raggiungere e sconfiggere facendoci prima largo tra orde di sgherri ed enigmi da risolvere, ma anche per le strade e in luoghi più piccoli si possono celare missioni secondarie ed eventi particolari. La “modalità detective” vista nel primo episodio torna in veste rinnovata: quando Batman la attiva spariscono gli indicatori a schermo, come la mappa, per meglio differenziarla dal gioco normale; l’art director David Hego l’ha descritta come “augmented reality mode”. In aggiunta allo Story Mode, quello standard, il giocatore potrà cimentarsi con la modalità Game Plus, sbloccabile finendo il gioco a difficoltà normale o elevata: sostanzialmente si tratta di una versione ancora più ardua del gioco, con nemici più forti e boss più difficili da sconfiggere, ma con tutti i gadget e i bonus a disposizione di Batman fin da subito. Il Challenge Mode, già presente in AA, proporrà ancora singoli scontri a tempo con classifiche di punteggi online, ma con l’aggiunta di modificatori particolari per variare le sfide: aumento della difficoltà, blocco dei gadget, ecc.

Trama e personaggi

Al momento si sa ancora poco della trama principale di AC. Il malvagio chirurgo Hugo Strange ha fatto rapire Bruce Wayne, il ricchissimo alter ego di Batman, e lo ha fatto imprigionare all’interno di Arkham City, probabilmente come ingranaggio di un disegno criminale più grande; Bruce, che non è certo uno sprovveduto, comincerà a indagare sulla situazione e scoprirà che il supercarcere è in realtà dominato dai detenuti che dovrebbe confinare o rieducare. Alla breve lista degli amici e dei collaboratori di Batman, ovvero il commissario Gordon, il direttore del manicomio Quincy Sharp, il sidekick Robin/Nightwing (sbloccabile in futuro con un dlc, acronimo di downloadable content, ovvero piccola espansione spesso a pagamento), Catwoman (che a quanto pare sostituirà Batman in alcune sessioni di gioco) e il maggiordomo Alfred si contrappone quella davvero nutrita di cattivi. Tornano l’immancabile Joker e la sua spalla Harley Quinn, il cervellotico Enigmista, la seducente Poison Ivy, l’energumeno Bane e il folle Zsasz, e compaiono gli altrettanto famosi Hugo Strange, Due Facce, il Pinguino, Mr. Freeze, Talia al Ghul, il Cappellaio Matto, Deadshot, Jack Ryder alias Creeper, Calendar Man, Solomon Grundy e altri ancora tenuti segreti.

Dettagli vari
AC supporterà il 3D stereoscopico e anaglifico su pc e console, a patto naturalmente di possedere uno schermo HDTV e di indossare gli appositi occhialini. Batman potrà indossare sei diversi costumi, o skin, a seconda di dove si acquista la propria copia del gioco, anche se probabilmente verranno tutti inclusi in una futura edizione omnicomprensiva, come l’eventuale “Game of the Year Edition” che per esempio AA ha avuto. La collector’s edition di AC conterrà, ovviamente oltre al gioco, una statuetta di Batman, il film d’animazione Batman: Gotham Knight, un art book, una mappa e una skin bonus e un codice con cui scaricare l’album digitale con la colonna sonora del gioco. Quest’ultima contiene brani firmati da Serj Tankian dei System of a Down, The Damned Things e altre band più o meno famose.

I primi voti

Mancano pochi giorni all’uscita del gioco e alcune riviste specializzate sono già riuscite a sviscerarlo e recensirlo. I tedeschi di “Play 3” lo hanno premiato con un 97/100, mentre “Playstation Official Magazine Australia” e “Game Informer” gli hanno conferito addirittura il punteggio pieno, 100/100. Le aspettative verso Batman: Arkham City sono altissime, e siamo sicuri che assurgerà a nuova pietra miliare del suo genere.

Qui potete vedere la prima ora del gioco, a vostro rischio e pericolo di spoiler!
Lor