La forza del film I guardiani del destino (The adjustment bureau in originale), diretto da George Nolfi (The Bourne ultimatum), sta nel miscelare abilmente una storia d'amore con la fantascienza, il thriller e, in parte, la religione. Si tratta di un film misterioso, difficile da decifrare dal trailer proprio perchè abbina questi elementi, apparentemente distanti tra loro.

Il film, tratto da un racconto del 1954 di Philip K. Dick dal titolo Squadra riparazioni (Adjustment team), rappresenta l'interessante rapporto tra destino e caso, ma anche tra uomo e entità superiori. Impossibile infatti non pensare anche solo per un attimo a chi sia in realtà il più volte citato Presidente: il parallelo con Dio è inevitabile, così come quello dei guardiani con gli angeli. Ciò che cambia è la prospettiva però, perchè Dio viene visto come autoritario (ma forse non del tutto inflessibile) e i suoi angeli come agenti segreti disposti a tutto per far seguire il piano, senza dare scampo ai sovversivi. Non credo che l'autore del racconto e il regista del libro abbiano concepito questo aspetto in maniera così filosofica o metafisica ma il tema potrebbe dare il là a interessanti interpretazioni.
I guardiani del destino è un film piacevole e coinvolgente, sospeso tra scene d'azione frenetiche e tranquille sequenze d'amore; il valore aggiunto è sicuramente Matt Damon (Hereafter, Green zone, Invictus), che offre un'ottima prova d'attore, sdoganato da Clint Eastwood. Da non dimenticare però la bellezza e bravura di Emily Blunt (Wolfman, Il diavolo veste Prada), ma anche la caratterizzazione estetica efficace dei guardiani del destino.
D9P
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