venerdì 13 maggio 2011

Milan campione!


Il campionato italiano ha il suo vincitore, il Milan di Allegri che con due giornate d’anticipo può festeggiare spezzando il dominio interista degli ultimi anni. I rossoneri sono la terza squadra a vincere il campionato nazionale quest’anno dopo il Porto che ha concluso il tutto con 5 giornate d’anticipo (ne abbiamo parlato qui), il Borussia e da ieri sera anche il Barcellona dei quali parleremo prossimamente.
Tornando alla Serie A penso sia palese il fatto che quest’anno abbia vinto la concretezza e la continuità della squadra milanese, l’unica che è riuscita a sopperire agli infortuni anche grazie ad un mercato ricchissimo ed allo stesso tempo oculato. Entriamo nel dettaglio: ad inizio stagione arriva Massimiliano Allegri, tecnico giovane che ha fatto benissimo col Cagliari (vincendo anche la panchina d’oro 2010 davanti a Mourinho); parlando di mercato, quanto successo deve far pensare perché l’attacco rossonero era composto da Borriello, Ronaldinho, Pato, Inzaghi e Huntelaar e sinceramente l’ultima cosa che mi sarei aspettato era una rivoluzione quasi totale di tale reparto. Sono partiti inizialmente in due (Borriello e Huntelaar) e ne sono arrivati altrettanti ma la differenza qualitativamente è apparsa chiara e netta a tutti. Ibrahimovic e Robinho sono un upgrade mica da ridere. Allegri è stato molto bravo a sfruttare lo svedese al meglio e lui l’ha ripagato risultando il vero trascinatore di inizio stagione con gol e prestazioni importanti. Un altro grande merito del tecnico è stato quello, una volta infortunatosi Pirlo, di non cercare di sostituirlo con un giocatore che interpretasse quel ruolo con le quelle caratteristiche (essendo Pirlo unico come regista) bensì ha fondato il cosiddetto “Milan dei tre mediani” con Ambrosini a far filtro davanti alla difesa e Flamini (finalmente una stagione all’altezza la sua), Gattuso, Boateng e Seedorf mezz’ali. Questa nuova formula ha delineato un Milan diverso, molto più solido ed equilibrato. Nel mercato di Gennaio i dirigenti rossoneri sono stati altrettanto bravi con interventi mirati e senza spendere praticamente nulla. In particolare è stato fondamentale l’acquisto di Van Bommel dal Bayern perché ha coperto il buco lasciato da Ambrosini, infortunatosi, e unico giocatori in grado di giocare davanti alla difesa.
Come sempre il campionato lo vince la squadra più solida e con la miglior difesa, il Milan non fa eccezione. La coppia Nesta Thiago Silva è stata insuperabile, il brasiliano in particolare ha avuto una crescita impressionante e ad oggi è sicuramente uno dei migliori 3 centrali al mondo. Meritevole di nota è stato sicuramente il campionato di Ignazio Abate, migliorato tantissimo difensivamente e sempre prodigo di sovrapposizioni e cross (Prandelli penso ne terrà conto). Importante anche l’innesto estivo di Yepes che ha saputo non far rimpiangere Nesta quando è mancato diventando da subito un idolo dei tifosi. Rimanendo in tema di idoli, uno che sicuramente ha fatto breccia è stato sicuramente Kevin Prince Boateng: centrocampista eclettico, spesso usato anche da trequartista, ha dato energia a questo Milan oltre a fornire una novità non indifferente, la capacità di recuperare palloni nella metà campo avversaria visto il livello di pressing che ha saputo tenere. Oltre a questo c’è da segnalare la sua grande abilità negli inserimenti senza palla che gli hanno permesso di segnare gol importanti. A gennaio è arrivato anche Cassano, prendendo il posto dell’ormai pensionato Dinho e siamo così passati a parlare dell’attacco. In verità l’apporto di Cassano a questo scudetto è stato quasi nullo, in quanto il barese veniva dal periodo di esilio doriano ed era completamente fuori forma. Oltre a ciò ha dovuto ambientarsi in una realtà molto diversa, in cui di certo non è una prima donna ma solo un comprimario arrivato ad arricchire un reparto super ricco. Penso che il suo apporto lo si vedrà meglio il prossimo anno. Inzaghi ha finito la stagione con 6 mesi d’anticipo mentre chi c’è stato ad intermittenza (come sempre del resto) ma che è riuscito a fare la differenza pesantemente è Pato. Il brasiliano ha una media impressionante, nessuno come lui alla sua età, il problema restano gli infortuni muscolari nei quali cade e ricade troppo spesso. Per finire parliamo dell’attaccante più naif del campionato: Robinho. Il brasiliano può piacere o meno ma tra tutti è quello che ha giocato di più, in tutti i ruoli dell’attacco e che nonostante sia riuscito a mangiarsi gol incedibili ha dato il suo apporto anche in zona gol con 12 reti.
Penso che il Milan abbia meritato questo titolo dimostrandosi squadra solida e ben assortita. I complimenti vanno fatti ad Allegri che al primo anno è riuscito a centrare lo scudetto e soprattutto ai dirigenti che senza spendere grosse cifre (perlomeno per i cartellini, visto che gli ingaggi sono stellari) hanno messo in mano al tecnico una squadra molto competitiva.

Mywo

mercoledì 11 maggio 2011

Mtv Days a Torino: prime certezze!

La storia del grande concerto celebrativo di Mtv inizia nel 1998 a Bologna ed è continuata per ben 9 anni nella celebre Arena Parco Nord. Negli ultimi anni però Mtv ha deciso di cambiare locations per il suo compleanno: nel 2007, al decimo anno d'età, doppio concerto a Roma e Milano; nel 2008 e nel 2009 al Porto Antico di Genova. Nel 2010 arriva però la vera rivoluzione: la giornata di festa e il cast si triplicano in tre giorni e 37 artisti, cambio di data da metà settembre a fine giugno, cambio di location a favore di Torino, che si sta abituando ai grandi eventi, il concertone si trasforma in incontri, dibattiti, piccoli e grandi esibizioni in diversi luoghi della città. Nel cast 2010, tra gli altri, figuravano: Baustelle, Carmen Consoli, Fabri Fibra, Giuliano Palma, Gianluca Grignani, Litfiba, Max Gazzè, Nina Zilli, Noemi, Le Vibrazioni, Samuele Bersani, Simone Cristicchi e Patti Smith.
Visto l'enorme successo del 2010 Mtv ha deciso di riconfermare per i suoi 13 anni il capoluogo torinese, recentemente rinvigorito dai festeggiamenti dei 150 anni dall'Unità d'Italia e dal raduno degli alpini. Arrivano proprio in questi giorni alcune interessanti notizie riguardo alla seconda edizione degli Mtv Days che si terrà il 31 giugno, l'1 e il 2 luglio, anche quest'anno in diversi punti della città: Università del DAMS (probabilmente per incontri e dibattiti), Piazzale Valdo Fusi e Piazza Castello (per la serata finale). Una novità molto interessante per i gruppi emergenti e per chi sogna un giorno di vedere il proprio videoclip sulla televisione musicale più famosa al mondo sono i Demo Corner che, sparsi per la città, permetteranno di proporre la propria demo a casa discografiche e addetti ai lavori. Ma la notizia principale riguarda il cast 2011 di cui vengono svelati i primi nomi: si parte da Caparezza, che presumibilmente infiammerà Piazza Castello durante la serata finale, e ai suoi pupilli salentini, gli Après la Classe; si passa dai Casino Royale, in uscita con il nuovo singolo Io e la mia ombra, e dai Club Dogo, reduci dai successi musicali e televisivi; e ancora l'ex La Crus, Mauro Ermanno Giovanardi, fresco di Sanremo e di un ottimo album Ho sognato troppo l'altra notte?, Noemi, tornata recentemente con il nuovo disco RossoNoemi, e J.Ax che uscirà a settembre con un nuovo lavoro, anticipato dal singolo Dentro me, un po' più degno degli ultimi pezzi dell'ex Articolo 31.

Grande inizio per gli Mtv Days con un cast vario e molto interessante. Aspettiamo ora di leggere il programma completo della manifestazione e intanto guardiamoci il videoclip del nuovo singolo di Caparezza, Chi se ne frega della musica.
D9P

Microsoft si compra Skype


L’operazione fatta dall’azienda statunitense è di quelle importanti, dicono la più grande operazione nella storia di Microsoft. Effettivamente i numeri non lasciano molti dubbi: 8 miliardi di dollari sono una cifra abnorme, a cui vanno sommati altri 500 milioni per ripianare i debiti della società acquistata.
Skype è un software di messaggistica istantanea e VoIP, fondata nel 2002 dagli stessi sviluppatori di Kazaa, uno dei primi programmi peer-to-peer per il file sharing (scambio di dati, soprattutto mp3 e ora anche film). La caratteristica più interessante di Skype è sicuramente il fatto che faccia uso di un protocollo VoIP proprietario per trasmettere le chiamate; tramite un servizio a pagamento (SkyOut) si posso effettuare chiamare verso telefoni fissi e mobili a prezzi estremamente vantaggiosi rispetto ai costi della telefonia tradizionale.
L’acquisizione da parte di Microsoft apre diversi scenari possibili, uno di questi è sicuramente il versante mobile, nel quale l’azienda sta investendo pesantemente (visto anche il recente accordo con Nokia). L’idea sarebbe quella di connettere in tempo reale tv, pc, smartphone  e giochi tramite la tecnologia fornita da Skype. "Supporteremo Xbox, Kinect, Windows Phone e altri dispositivi Windows, daremo più possibilità ai nostri utenti", ha detto Steve Ballmer A.D. dell’azienda. Si punta a connettere tramite l’interazione delle due piattaforme (Skype e Microsoft) gli utenti di Outlook, Msn, Hotmail, Lync, Xbox Live e altre community dando sempre più importanza al settore delle comunicazioni.
Microsoft con questa offerta irrinunciabile ha di fatto bruciato la concorrenza di Google e Facebook, entrambe interessate all’acquisizione di Skype. Ricordiamo inoltre che l’azienda era stata comprata nel 2005 da eBay per 2,6 miliardi di dollari e che successivamente la casa d’aste online aveva ceduto il 70% della società ad un gruppo di investitori.

Mywo

domenica 8 maggio 2011

David di Donatello 2011: tutti i vincitori

Sono stati assegnati venerdì 6 maggio i premi al cinema italiano David di Donatello. Anche quest'anno, come consuetudine, la tv di stato RAI ha deciso di snobbare gli Oscar italiani e di sbattere la kermesse, presentata da Tullio Solenghi, in seconda serata. Un triste indice di quanto la RAI punti sulla cultura: sinceramente non credo che una diretta o una trasmissione in prima serata, piuttosto su RAI 3 se proprio non si vuole utilizzare la rete ammiraglia, non possa eguagliare gli ascolti di Mi manda Rai 3.
Ma veniamo al cinema e ai premiati. Trionfo importante per Noi credevamo di Mario Martone, film sul Risorgimento italiano che ha portato a casa 7 statuette su 13 candidature, tra cui quella più importante per il miglior film. I premi per il miglior regista e miglior attore li porta a casa La nostra vita, rispettivamente Daniele Luchetti e Elio Germano: un film che racconta l'elaborazione del lutto da parte di un giovane marito tra affari loschi e scelte sbagliate. I restanti premi agli attori vanno a film più leggeri: giustamente premiata Paola Cortellesi per Nessuno mi può giudicare, Valentina Lodovini come miglior attrice non protagonista nel grande successo Benvenuti al sud e Giuseppe Battiston per  il ruolo secondario in La passione. Buon successo anche per 20 sigarette di Aureliano Amadei che porta a casa 4 statuette e per Basilicata coast to coast che si aggiudica i due premi musicali e quello per il miglior regista esordiente, Rocco Papaleo. Tra i film stranieri vincono Il discorso del re e Hereafter.
Per concludere, mi sembra un pochino anomalo che un premio al cinema italiano possa ignorare uno dei più grandi successi al botteghino di tutti i tempi, vale a dire Che bella giornata di Checco Zalone: capisco che la cifra artistica possa essere inferiore ma almeno un riconoscimento gli andrebbe assegnato. Tra Checco Zalone e i cinepanettoni rimane ancora un abisso quindi non credo ci siano grossi rischi di perdere in credibilità premiando, tra l'altro, la commedia dell'anno.
A seguire l'elenco completo dei vincitori dei David di Donatello 2010/2011.

MIGLIOR FILM Noi credevamo

MIGLIOR REGISTA Daniele Luchetti per La nostra vita

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE Rocco Papaleo per Basilicata coast to coast

MIGLIOR SCENEGGIATURA Mario Martone e Giancarlo De Cataldo per Noi credevamo

MIGLIOR PRODUTTORE Tilde Corsi, Gianni Romoli e Claudio Bonivento per 20 sigarette

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA Paola Cortellesi per Nessuno mi può giudicare

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA Elio Germano per La nostra vita

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA Valentina Lodovini per Benvenuti al sud

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA Giuseppe Battiston per La passione

MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA Renato Berta per Noi credevamo

MIGLIOR MUSICISTA Rita Marcotulli e Rocco Papaleo per Basilicata coast to coast

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE Mentre dormi di Max Gazzè per Basilicata coast to coast

MIGLIOR SCENOGRAFO Emita Frigato per Noi credevamo

MIGLIOR COSTUMISTA Ursula Patzak per Noi credevamo

MIGLIOR TRUCCATORE Vittorio Sodano per Noi credevamo

MIGLIOR ACCONCIATORE Aldo Signoretti per Noi credevamo

MIGLIOR MONTATORE Alessio Doglione per 20 sigarette

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA Bruno Pupparo per La nostra vita

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI Rebel Alliance per 20 sigarette

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA Il discorso del re

MIGLIOR FILM STRANIERO Hereafter

MIGLIOR DOCUMENTARIO LUNGOMETRAGGIO E' stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia di Filippo Vendemmiati

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO Jody delle giostre di Adriano Sforzi

DAVID GIOVANI 20 sigarette
D9P

venerdì 6 maggio 2011

Semifinali di Champions League: le due finaliste

Mai come quest’anno vanno in finale le due squadre che hanno maggiormente meritato di andarci. I motivi sono a mio avviso molteplici e li ritroverete sparsi nell’articolo.
Partiamo quindi dalla prima doppia sfida, il Classico spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. La rivalità che c’è tra le due squadre è ben nota a tutti ma quest’anno il caso ha voluto che in meno di un mese le due Big si sfidassero ben 4 volte. Guardiola e il suo Barça hanno stravinto il confronto pur battendo i madrileni di fatto solo una volta; due pareggi e una sconfitta gli altri risultati. Dico questo perché di fatto i catalani hanno centrato tutti i maggiori obbiettivi che si erano preposti (che guarda caso erano gli stessi del Real) perché il pareggio in campionato gli ha consegnato la Liga rimanendo a più 8 sui blancos e la doppia sfida di Champions ha portato il Barça dritto in finale. La coppa del Rey è stata una postilla che di certo non infastidirà più di tanto i blaugrana (per altro da notare come in casa madrilena tale coppa, equivalente della nostra Coppa Italia, sia stata festeggiata come una vittoria dei mondiali e questo fa un po’ pensare visto il palmares di questa squadra, l’unica ad aver vinto 9 Champions League. ndr)
Tornando però alla doppia sfida europea mi sento di dire che il Real, ma più in particolare il tecnico Mourinho, abbia perso la sfida in casa. Intendiamoci il modo di affrontare questo Barcellona è uno (anzi due) ma il Real poteva affrontarlo solo come ha fatto: squadra compatta, linee vicinissime, totale copertura degli spazi, zero pressing nella metà campo catalana, concessione pressoché totale del possesso palla e ripartenze fulminee cercando di sfruttare la difesa altissima concessa dal Barça. Questo è il modo in cui Mou li ha affrontati, battendoli lo scorso anno, questo è il modo in cui Hiddink col Chelsea era quasi riuscito a batterli nel 2008 (ricordate il gol di Iniesta d’esterno al volo al 90’?). C’è una grossa differenza però messa in atto dal portoghese nella sfida d’andata: affrontare il Barça in questo modo, cercando di sfruttare solo le ripartenze, ma giocando con 5 difensori (i 4 della linea arretrata più Pepe a fare il libero davanti) più 2 mediani di rottura e soli 3 giocatori di fantasia ha portato inevitabilmente il Real ad effettuare una partita sterile,  in quanto se giochi con uomini che hanno queste caratteristiche risulta palesemente più complicato, una volta rubata palla, (le poche volte in cui la vedi) riuscire ad organizzare una ripartenza efficace e che porti alla concretizzazione. Infatti è altrettanto palese come nella gara di ritorno (giocata davanti a 90000 catalani, sul campo più largo d’Europa e con l’erba tagliata regolarmente) Mourinho, mettendo una formazione del tutto simile a quella usata l’anno prima, con giocatori d’attacco addestrati sapientemente a giocare una partita di contenimento, dicevo è apparso palese come il Real sia stato nettamente più pericoloso, strappando oltretutto un pareggio. A cercare di coprire tutti gli spazi, chi più chi meno, son capaci tutti, serve solo tanto fiato e spirito di sacrifico; ma riuscire a creare ripartenze rapide ed arrivare alla concretizzazione con qualche tiro in porta, con i difensori e i mediani di rottura risulta oltremodo complicato e pretenzioso. Poi si può parlare del fatto che in 11 contro 11 il Barça non fosse ancora riuscito a segnare, però il Real giocava in casa e fino all’espulsione di Pepe i catalani avevano stra dominato senza concedere nulla agli avversari. Inoltre il pubblico del Bernabeu è un pubblico esigente, stiamo parlando della squadra con più seguito nel mondo, quella che ha vinto il maggior numero di Champions e non l’ha mai fatto giocando così; volete un esempio? Capello torna al Real dopo diversi anni, in due stagioni vince due campionati di seguito e viene esonerato. Sapete perché? Il suo gioco non era abbastanza soddisfacente e la Champions è rimasta un tabù.
Mi rendo conto di non aver parlato molto delle due gare in se ma penso che quelle le abbiate viste tutti, ho preferito concentrarmi su aspetti meno evidenti. Detto questo vorrei farvi notare una piccola cosa, il secondo gol di Messi nella gara d’andata. In realtà non è tanto la rete che voglio sottolineare, ne lo slalom gigante effettuato dalla pulce bensì il gesto di Xavi, che ricevuta palla ha visto sopraggiungere il compagno e che ha fatto? Ha semplicemente fermato il pallone, senza fargli un passaggio, l’ha solamente bloccato. Come per dire: “ Fermi tutti, ora entra in scena Lionel Messi…”. 


Passando alla seconda semifinale vorrei tornare al discorso iniziale sul fatto che chi è arrivato a Wembley se l’è meritato. Vi riporto un dato, che è anche un record raggiunto per la prima volta nella storia della Champions: il Manchester United in tutta la competizione, fase a gironi e ad eliminazione diretta, non ha mai subito gol in casa. Voi direte, beh pensavo qualcosa di più eclatante. Però analizzando il dato appare evidente come questo dimostri la compattezza e la mentalità che lo United ha acquisito. Nella semifinale non c’è stata storia con i Red Devils che hanno chiuso il discorso già in Germania vincendo 2 a 0, con una gara perfetta. 
Del ritorno all’Old Trafford è significativo sottolineare un dato: semifinale di Champions League e Ferguson cambia 8 titolari inserendo le riserve. Certo poi si può discutere sul valore di tali riserve, però è impressionante come in una partita così decisiva lui non abbia minimamente esitato a dar fiducia a chi solitamente siede in panchina. Tutta la difesa, e tutto il centrocampo (zone nevralgiche del gioco) erano nuove, gli unici titolari scesi in campo sono stati Van der Sar, Nani, Valencia e Berbatov. La consapevolezza e lo spirito di sacrificio che Ferguson è riuscito a creare sono straordinari, tra l’altro lui ha più volte ammesso come la sua idea di squadra si ispira alla Juve di Lippi, che arrivò in finale di Champions 3 volte consecutive (96 – 97 – 98), infatti questa è la terza finale raggiunta dal suo United negli ultimi 4 anni.

La partita di Wembley sarà veramente uno spettacolo e sarà giocata in quello che a mio avviso è lo stadio più bello d’Europa. Lo United da questo punto di vista sarà favorito, non solo perché giocherà nella sua nazione ma perché sa qual è l’atmosfera magica che aleggia intorno a Wembley, sa quale tipo di emozione ti colpisce all’ingresso in campo, su quel prato così verde e perfetto da sembrare finto, con 90000 persone ad incitarti e quell’arco, che sembra quasi un arcobaleno, come a significare che se sei arrivato fin lì, vuol dire essere ad un passo dal poter toccare il cielo con un dito.
Buona finale a tutti…

Mywo

giovedì 5 maggio 2011

La storia della Red Faction in vista dell’Armageddon!

Gli sviluppatori della software house statunitense Volition Inc. hanno pubblicato un nuovo video promozionale del loro imminente nuovo videogioco Red Faction: Armageddon, quarto capitolo della serie. Ed è proprio sulla serie, e sulle sue progressive innovazioni, che si concentra il trailer, a partire dal capostipite Red Faction, sparatutto del 2011 disponibile per Windows, Macintosh e PlayStation 2. Red Faction era ambientato su Marte: nel 2070 la Ultor Corporation (multinazionale antagonista di molti giochi prodotti dalla Volition, compresa la saga di Saints Row) governa le colonie marziane con il pugno di ferro, e tocca all’impavido ribelle Parker combattere contro le sue truppe per ripristinare la democrazia. L’elemento chiave di Red Faction, ciò che lo distingueva dalla massa di altri sparatutto del tempo, era la tecnologia Geo-Mod, abbreviazione di “geometry modification”, ovvero un particolare motore fisico che consentiva al giocatore di modificare sensibilmente l’ambiente di gioco, per esempio distruggendo edifici in modo dinamico, scavando tunnel, eccetera.
Red Faction fu un successo di pubblico e critica, come ovviamente il trailer non manca di sottolineare, e un anno dopo fu succeduto da Red Faction II, disponibile per Windows, PlayStation 2, Xbox e GameCube, ambientato stavolta sulla Terra cinque anni dopo gli eventi del gioco precedente. Stavolta il giocatore impersona l’esperto di esplosivi Alias ed è chiamato a rovesciare il dispotico regime del Commonwealth. Red Faction II dispone ancora del Geo-Mod e per la prima volta di un buon comparto multiplayer; le recensioni ne deprecano la brevità della campagna single player, ma ne lodano trama, motore fisico e level design, tutto sommato promuovendolo.
Sette anni dopo, nel 2009, Volition dà alla luce Red Faction: Guerrilla, terzo capitolo della serie, disponibile inizialmente su Xbox 360 e su PlayStation 3, e pochi mesi dopo anche su computer. Red Faction: Guerrilla ci porta di nuovo su Marte, nei panni del demolitore Alec Mason, al fine di aiutare la solita fazione rossa a liberarsi dell’opprimente dominatore di turno, la Earth Defense Force. Il gioco, stavolta, è free roaming: il giocatore può spostarsi liberamente nei territori, con qualche limitazione da superare nel corso della trama, accettando missioni primarie e secondarie nell’ordine che desidera. I veicoli diventano una presenza fondamentale del gioco, visto che si passa buona parte del tempo a spostarsi tra le impervie zone marziane. Red Faction: Guerrilla, inoltre dispone di un multiplayer online, con cui sfidare altri giocatori di tutto il mondo. La punta di diamante della serie, il Geo-Mod, viene tirata a lucido e aggiornata alle tecnologie hardware del 2009, con risultati strabilianti: posso personalmente confermare che lanciare missili ai muri e alle colonne portanti di edifici enormi e vederli crollare in modo credibile, tra boati e nuvole di detriti, è veramente appagante. La media dei giudizi riportati sul sito Metacritic, tra l’80 e il 90 su 100, conferma l’alta qualità di Red Faction: Guerrilla, anche se ci sono diverse riserve (storia non appassionante, difficoltà piuttosto alta, diversi bug).
Il 3 giugno di quest’anno, infine, Volition farà uscire sul mercato Red Faction: Armageddon, per PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Il quarto episodio della saga ci porterà nel sottosuolo di Marte, sorprendentemente zeppo di alieni bellicosi: il protagonista Darius Mason, nipote di Alec Mason, si troverà a bazzicare cunicoli e caverne marziane in seguito a dei terribili cataclismi ambientali che ne hanno sconvolto la superficie, e i mostruosi residenti delle gallerie non ne saranno affatto contenti. La qualità grafica di Armageddon non pare molto lontana da quella di Guerrilla, anche se gli ambienti di gioco saranno radicalmente differenti e ci sarà una maggiore attenzione agli effetti di luce. Dal punto di vista fisico, un nuovo strumento si avvarrà del Geo-Mod: il braccio elettronico Nano-Forge consentirà al giocatore di riparare o ricostruire le strutture (da lui stesso) distrutte.

Lor 

mercoledì 4 maggio 2011

Intervista a Karim Musa, alias Yotobi!


Qualche giorno fa, ho avuto la fortuna di intervistare una delle più famose web-celebrity italiane, lo Youtuber Karim Musa, in arte Yotobi (qui il canale Youtube, Universal Squallor). Ne è nata una piacevole chiacchierata che riportiamo qui, in esclusiva per Vasi Comunicanti!

Partiamo dalle basi: chi sei?
Mi chiamo Karim, ho ventidue anni e sono uno youtuber: mi diverto a mettere video online in cui, con il nome di Yotobi, recensisco film talmente squallidi (quando non decisamente brutti) da diventare terribilmente divertenti

Yotobi è un nickname interessante, ma anche il nome Karim non è tra i più comuni: da cosa derivano?
(Ride) Beh, Yotobi vuole essere una sorta di ‘orientalizzazione’ di ‘Youtube’, mentre Karim, il mio vero nome, lo devo a mio padre, di origini arabe.

Come è nato il “fenomeno” Yotobi?
Tutto è cominciato quando ho visto un film il cui titolo è tutto un programma: Violent Shit 3, talmente brutto che fu impossibile finire di vederlo. Lo recensirò a breve. Quando riuscii a finirlo, mi resi conto che era talmente assurdo da risultare esilarante, quindi ho iniziato a cercare altri film con un livello di squallore simile.
Ho iniziato a postare qualche recensione su Youtube, che nessuno leggeva, poi, forse grazie alla diffusione di Facebook, le visualizzazioni sono aumentate e, dopo la recensione del ‘capolavoro’ Primal Park, realizzata con l’aiuto di un altro youtuber, Daniele Doesn’t Matter, ho finalmente trovato la strada per condividere

con altri questa mia passione. E strappare, si spera, qualche sorriso.


Karim e Yotobi vanno d’accordo?
Sì: da quando il canale ha preso piede, ho conosciuto una marea di nuove persone, youtubers e non, finendo per l’essere ‘assalito’ al centro commerciale Le Gru, durante un’anteprima del Torino Comics, da una inaspettata quantità di fan, tra cui alcune cosplayers molto succinte. Per una volta, l’assenza della mia ragazza non è stata sofferta (ride). Ha avuto modo, grazie alla trasmissione Social King, in onda su Rai 2, di conoscere i Nirkiop, youtubers anche loro, con i quali ho collaborato. Certo, qualche inconveniente c’è stato…

In particolare?
Ricordo di aver letto su un forum di un ragazzo che ha scritto, dopo avermi visto per la strada, cito testualmente, “non so come ho fatto a non mettergli le mani addosso”. Ammetto di essermi un po’ spaventato, voglio dire, non posso piacere a tutti ma non credo di fare nulla di male. Di solito, chi mi incontra resta un po’ deluso da come mi muovo e da come parlo, ma almeno lontano dalla webcam cerco di comportarmi normalmente.


Cosa fai nel tempo libero?
Escludendo le ore passate a cercare e guardare film squallidi, leggo molto, libri e fumetti, e ho un grande amore per i videogiochi. Tra i fumetti mi piacciono Batman, Spider-Man (almeno fino a quando gli autori non hanno deciso di stuprare gli ultimi vent’anni di storie con un bel colpo di spugna), Superman, Spawn e gli Ultimates, ma amo in particolar modo i manga: sono sempre alla ricerca di storie nuove, cosa che mi rende, uhm, una sorta di “prostituta dei numeri 1”. Per quanto riguarda i videogiochi mi piace un po’ di tutto, eccezion fatta per gli strategici. Mi piacciono molto i giochi vecchi, e i giochi di auto non convenzionali. Quelli un po’ tamarri, per intenderci. Oltre
ai film amo anche i telefilm, ma per questo vi rimando al mio canale, e allo speciale su Lost. La miglior serie di sempre.

Hai parlato di cinema, film e videogiochi, tre elementi che spesso si intrecciano…
Trovo che sia un qualcosa di positivo, soprattutto per quanto riguarda le trasposizioni da fumetto a film: gli ultimi film della Marvel, da Iron Man a Hulk, sono divertenti e ben fatti, mentre quelli della DC comics… chiunque abbia visto Il Cavaliere Oscuro può capire quanto pathos trasmettano.
Sono anche felice del ritorno del cinema agli anni ’70 e ’80, ad esempio con l’A-Team, perché permette a noi ‘giovani’ di riscoprire serie grandiose. Un fenomeno interessante è quello dei videogiochi-film, come L.A. Noire, Fahrenheit e Heavy Rain, stupendi.

Qualche indiscrezione sul futuro di Yotobi?
Avevo preso parte al progetto per una webserie, Skypocalipse, con altri due Youtubers, Victorslazo88 e Matioski, ma l’ho abbandonato per una serie di divergenze artistiche. Gli auguro tutto il bene possibile e li seguirò come spettatore, ma lascerò la serie già dalla seconda puntata.
Presto, poi, ci sarà una sorpresa per i miei fan…

Non fare il misterioso.
Non posso dire molto, ma sarà una bella sorpresa, anche se piccola. E diciamo che sarà una sorpresa… da edicola.

Grazie per il tempo che ci hai concesso!
Grazie a voi… e appuntamento alla prossima recensione!
L'inviato di VC Alberto con Yotobi
Falco_Nero87